Ipoacusia: cosa c’è da sapere

Ipoacusia: cosa c’è da sapere

L’ipoacusia è dovuta ad un decadimento dell’apparato uditivo. Un suono che per voi prima era nitido ora è diventato distorto e lontano? La situazione si aggrava se vi trovate in luoghi affollati?

 

L’ipoacusia è una parziale o totale perdita dell’udito, questa riduzione della capacità uditiva è spesso dovuta a invecchiamento, malattie infettive, assunzione di farmaci, interventi, alcune volte persino a situazioni congenite.

Per evitare di perdere completamente l’udito è possibile adottare una serie di misure che possono rallentare il processo. Se sospettate l’insorgenza di una ipoacusia, la prima cosa da fare è recarsi presso un centro specializzato nella perdita dell’udito. I centri migliori offrono visite gratuite che possono aiutarvi a capire quali azioni intraprendere per non incorrere in una perdita totale della capacita uditiva.

 

Capiamo com’è strutturato l’orecchio

Per capire l’ipoacusia e quali aree interessa è importante conoscere la struttura dell’orecchio.

L’orecchio è diviso in 3 sezioni:

  • la parte esterna che comprende il padiglione e il canale auricolare che conduce al timpano;
  • la parte media, composta da incudine, staffa, martello (le ossa più piccole del copro umano) e dalla tuba di Eustachio;
  • la parte interna costituita dalla coclea e dal vestibolo.

Il padiglione auricolare crea una parabola che raccoglie le onde sonore sotto forma di vibrazioni e le trasporta all’interno dell’orecchio. Queste entrano attraverso il canale auricolare e arrivano al timpano che vibra facendo a sua volta vibrare le ossicine piccole che inviano la onde all’orecchio interno. Qui le vibrazioni vengono raccolte dalla coclea che li trasforma in segnali elettrici e li passa al nervo acustico il quale a sua volta compie l’ultimo processo e li inoltra al cervello il quale le interpreta come suoni.

 

Tutti i tipi di ipoacusia sono pericolose

Indipendentemente dalla gravita che presenta vi sono almeno 4 tipi di ipoacusia conosciute, quelle più famose e comuni però sono due: ipoacusia trasmissiva e ipoacusia neurosensoriale.

 

Ipoacusia neurosensoriale

L’ipoacusia neurosensoriale viene chiamata così perché colpisce l’orecchio interno, il collegamento con la coclea e tutti gli ossicini che trasportano la sensazione di rumore al cervello. Questo tipo di sordità trova la sua origine nella coclea o nel nervo acustico.

Mentre il primo riceve le onde sonore e le trasforma in vibrazioni che raggiungono il nervo acustico, quest’ultimo manda queste vibrazioni sotto forma di impulsi elettrici direttamente al cervello.

L’ipoacusia neurosensoriale è forse quella più grave è può evolversi in una perdita totale dell’udito. Le cause sono svariate ma quella più comune è l’invecchiamento, infatti l’età è la principale causante della progressiva perdita della capacità uditiva. Gli organi con il passare del tempo si deteriorano e la trasmissione del suono si riduce lasciano il posto al silenzio.

 

Ipoacusia trasmissiva

Si definisce ipoacusia trasmissiva il tipo di perdita uditiva in cui risultano compromesse la struttura dell’orecchio esterno, quella dell’orecchio medio e la membrana timpanica. È originata da una mancata trasmissione dei suoni agli organi interni e può essere causata da svariati fattori: occlusioni del condotto uditivo, malformazioni, esposizione a rumori alti, infezioni e molte altre cause. Tutte queste possono portare ad una perdita parziale o totale dell’udito.

Se senti i suoi come se avessi un batuffolo di cotone all’interno dell’orecchio e tutto ti sembra ovattato: probabilmente sei affetto da un’ipoacusia trasmissiva.

Identificare e combattere l’ipoacusia è possibile, un semplice controllo dell’udito può aiutare a sentire bene e riprendere in mano la propria vita. Non lasciatevi scoraggiare dal silenzio, il rumore è più vicino di quanto pensiate.