La mastoplastica riduttiva per risolvere problemi di gigantomastia

La mastoplastica riduttiva per risolvere problemi di gigantomastia

La gigantomastia è una crescita enorme del seno che supera i 4,5 kg a mammella causata da un’eccessiva produzione di ormoni progesterone e estrogeni, da fattori genetici o da eccessiva obesità.

I disagi fisici e psichici che ne derivano possono essere anche molto elevati, motivo per cui la chirurgia ha fatto davvero passi da gigante negli interventi per la riduzione del seno nei casi di gigantomastia.

I disagi connessi con la gigantomastia

I problemi fisici causati dalla gigantomastia sono moltissimi: dolori alla testa, alla schiena, in particolare alla colonna vertebrale e irritazioni e arrossamenti da sfregamento e sudore soprattutto nelle stagioni calde. Anche portare il reggiseno può diventare molto fastidioso per l’infossarsi delle spalline nelle spalle. Oltre a queste problematiche fisiche, non si devono dimenticare tutti i disagi connessi con la sfera psicologica, soprattutto durante l’adolescenza: il confronto con le altre, il non piacersi ed accettarsi, il tentativo di nascondere con abbigliamento largo o posture scorrette il seno.

La mastoplastica riduttiva, ovvero l’intervento di riduzione del seno

La riduzione del seno nei casi di gigantomastia è una pratica chirurgica effettuata sia in anestesia generale sia locale con sedazione, su pazienti maggiorenni (ma in alcuni casi di comprovata gravità anche minorenni). Fondamentale è la visita pre-operatoria durante la quale il chirurgo andrà a misurare il seno, analizzare la forma della mammella, la posizione dell’areola e del capezzolo. Poi definirà il quantitativo di tessuto da asportare per determinare la forma e la dimensione a intervento finito. Le incisioni vengono effettuate attorno all’areola per poi scendere in verticale fino alla piega del seno. Le cicatrici sono permanenti, ma facilmente nascondibili da reggiseno e costume. In alcuni casi l’intervento viene associato all’introduzione di protesi: può sembrare un controsenso, ma in realtà questa pratica viene effettuata nel caso in cui il seno sia particolarmente cadente, per cui si cercherà di "riempirlo" nella parte superiore e di prelevare tessuto da quella inferiore. L’intervento dura circa 2-3 ore ed è assolutamente indolore. In molti casi, addirittura, se le condizioni fisiche della paziente lo permettono, viene eseguito in day-hospital. In generale, si sconsiglia l’intervento nei mesi di luglio e agosto perché il caldo favorisce gli edemi e rende a volte fastidioso portare l’obbligatorio reggiseno elastico post-operatorio. I due giorni successivi all’intervento devono essere di assoluto riposo, anche perché possono verificarsi ecchimosi e rigonfiamenti del seno, mentre più rare sono infezioni e sanguinamenti. Dal terzo giorno si può tornare lentamente alla vita quotidiana, facendo attenzione però ad esporsi al sole, evitando saune e bagni turchi e non sollevando pesi. Si consiglia il rientro al lavoro dopo una settimana e la ripresa dell’attività fisica dopo tre. Per almeno 2-3 mesi è bene non esporre direttamente le cicatrici ai raggi solari.

Riduzione del seno ed allattamento.

Anche a seguito di un intervento di riduzione del seno per gigantomastia si può tranquillamente allattare: le tecniche chirurgiche utilizzate sono ormai così sofisticate che si possono asportare grandi quantità di tessuto mammario lasciando inalterata la struttura della ghiandola e senza ridurre la sensibilità e la retrattilità dell’areola.